Ambizioni globali, preparazione zero

Le aziende vorrebbero globalizzarsi ma sono poco preparate

Espandersi all’estero è una mossa strategica a volte più che necessaria per superare la competizione sul mercato interno, sopratutto in tempi di crisi.

Ma fra il volere e il volare all’estero ci sono una serie di ostacoli che rendono la cosa solo un’ambizione e nulla più.

Un’indagine del Boston Consulting Group ha rilevato che c’è tanta voglia di espandersi all’estero, con una media del 72 percento, dove il cento per cento significa che la globalizzazione è una priorità assoluta per l’azienda.

In linea con questo ambizione, il 75% delle aziende prevede una crescita del loro business internazionale.

Aspirazioni che variano in base al settore, con le aziende tecnologiche più intenzionate e banche più restie.

Ma quando si valuta l’effettiva capacità di andare all’estero si nota un divario consistente fra il volere e il poter fare.

E sono proprio i dirigenti i più critici sull’effettiva preparazione delle aziende, dato che raggiunge il  49% in media.

Fra gli altri dati, la scarsa capacità di comprendere i tanti e diversi mercati e questi nuovi consumatori.

Insomma, vendere frigoriferi agli eschimesi non funziona, bisogna capire di cosa veramente hanno bisogno, e questo richiede una preparazione per capire le diverse culture e adattare le strategie ai nuovi mercati.

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