Cercasi reputation strategicamente

web reputation

Molti che lavorano nel digitale, che siano committenti di campagne di visibilità o comunicazione digitale o che ne siano gli esecutori, dimostrano la loro scarsa comprensione dei nuovi mezzi quando si concentrano su un parametro che sembra obiettivo, perché misurabile, ma che nel mondo digitale non ha nessun senso se non nel prendere in giro il committente: il traffico.

Che poi, anche misurare il traffico, come si faceva  con i mezzi tradizionali, era comunque un proxy, cioè un modo indiretto per desumere l’impatto di una campagna.

Col digitale cambia tutto: certo il traffico può essere misurato, ma fino a che punto, visto che il messaggio può essere manipolato, riassemblato, rieditato e ripubblicato in forme e mezzi che non possiamo controllare?

La verità è che il marketing old fashioned è morto, siamo nell’epoca della reputation economy. E nella social web bisogna concentrarsi sulla reputazione, sulla credibilità della marca che, ovviamente è figlia solo ed esclusivamente di un’impeccabile azione di customer service lungo tutto il processo di vendita.

Perché?

Perché un cliente soddisfatto, o meglio, un cliente più  che soddisfatto, condivide la sua esperienza positiva con gli altri.

“Mi piace Twin-Set” non è la stessa cosa che dire “ho comprato un paio di sandali Twin-Set nella boutique di Firenze e mi sono trovata benissimo”.

Twin Set sandali

“Mi piace” è un parere, magari un semplice desiderio, “comprare” è un fatto… economico:  è azione contro intenzione..

In termini di digital marketing: i like, i retweet dicono solo che qualcuno è passato da quelle parti, invece, lo share, il commento, l’aiuto online agli altri utenti, il condividere l’esperienza di acquisto vuol dire che qualcuno ha comprato, ha provato ed è soddisfatto.

E sono due cose moooolto diverse 🙂