Comunicare è scrivere bene

Scrivere bene resta essenziale, in ogni campo e per ogni occasione, anche nella comunicazione digitale che è fatta comunque di parole.

Keep It Simple

 

Non tutti però sanno scrivere bene, non tutti quelli che sanno scrivere bene si fanno capire e spesso molti di quelli che scrivono bene fanno errori, errori che potrebbero essere facilmente evitati se si facesse sempre una revisione incrociata del testo sottoponendolo ad un collega.

Errori di ortografia, sopratutto quando ci si avventura ad usare parole straniere: per fortuna ci sono i dizionari, i correttori ortografici e poi c’è anche Internet 😉

Un apostrofo può fare la differenza:

E’ meglio vivere d’istinti e d’istanti o distinti e distanti?

Punteggiatura, cioè quando si devono mettere punti, virgole, punti e virgola, due punti, virgolette, parentesi e trattini, cosa che non è molto agevole se chi scrive non ha l’abitudine di leggere buoni testi.

Una virgola può salvare la nonna:

Vado a mangiare nonna. Vado a mangiare, nonna

Uso sbagliato dei termini, cosa che accade quando si cerca di essere eleganti usando parole di cui si crede di conoscere il significato, quando invece una parola più semplice e usuale fa diventare il testo comprensibile e non ridicolo

Qualificatori deboli, cioè parole come: “alcuni”, “quasi”, “in genere”, “abbastanza”, “certe persone”, parole che, fanno diventare debole il testo perché il lettore assorbe l’incertezza e l’imprecisione di chi scrive

Frasi troppo lunghe, cosa che è inutile spiegare e per la quale vale la regola della minigonna, come lo spieghiamo nel nostro Be Unique.

Paragrafi troppo lungi, che visivamente spaventano il lettore. Il web, come dice Jakob Nielsen, guru dell’usabilità, è il regno dei testi strutturati.

Arrivare al punto in modo che il lettore si porti a casa qualcosa di concreto.

In parole povere, non scrivere come un politico italico 🙂