Consigli per una campagna e-mail

Basta poco per farci leggere

cepostaperte

Come spieghiamo nel nostro corso di Digital Marketing, l’e-mail marketing non è affatto morto, e non è stato sostituito dalle campagne sui social media. Anzi, è uno strumento maturo che però va compreso e gestito bene per ottenere i migliori risultati.

Ci sono alcuni elementi comuni utili per una campagna che faccia in modo che il destinatario dell’e-mail apra il messaggio e poi finalmente clicchi sulla nostra Call To Action, elementi che, tra l’altro non richiedono enormi forzi progettuali e poco impegnativi.

Call to Action in alto (above the fold)

Il termine “above the fold” deriva dalla carta stampata, è s’intende, come “sopra alla piega”, (la parte alta e più visibile della prima pagina di un giornale) ed indica in una pagina web o in una e-mail il posizionamento di un elemento (bottone, scritto, link, logo, immagine) in alto e quindi posizionato in evidenza rispetto a quelli “below the fold”.

Che la Call To Action debba stare sopra la piega, e quindi essere uno degli elementi immediatamente visibile di una e-mail, è una cosa veramente di base, ma che è meglio ripetere: se si desidera ottimizzare la risposta alla campagna, bisogna mettere la call to action all’inizio della email, dove cade per prima l’occhio del destinatario.

E si tenga conto che mediamente un’email viene letta (o meglio, solo scandita) per solo 51 secondi, ed è in questo tempo che si deve catturare l’attenzione del lettore.

Un bel tasto in bell’evidenza è l’ideale per spingere a cliccare, purché però l’invito sia chiaro.

Ripetere la Call To Action.

Un’altra linea guida fondamentale è quella di ripetere l’ invito all’azione in modo che chi legge abbia un’altra possibilità di fare click se sta scorrendo il corpo dell’e-mail. E questo è molto importante se il contenuto delle e-mail è tale che i destinatari debbano scorrerlo per leggerlo o se l’utente lo sta leggendo su uno smartphone.

Un pulsante per ogni Call To Action.

Anche questo è basico: utilizzare un pulsante per ogni tipo di azione che si propone all’utente.

Link contestuali

Non limitare l’invito all’azione ai soli pulsanti. Anche i link nel corpo testo e le immagini funzionano bene come call to action.

L’oggetto deve essere breve

Punti esclamativi, maiuscolo e altri modi di personalizzare il testo producono risultati interessanti. Ma il vero segreto è un contenuto molto diretto e conciso. In media il testo dovrebbe contenere 39 caratteri (spazi inclusi) e non più di 7 parole.

Design e Layout

Oggi un’e-mail può finire su diversi tipi di dispositivo (pc, smartphone, tablet) e quindi deve avere un design responsive, cioè che si adatti automaticamente allo schermo dell’utente.

Sul tipo di layout da utilizzare, dipende da cosa si vuole ottenere e comunicare, per cui va bene un po’ di tutto: da quelli ad una colonna, o multi-colonna, a quelli con barre di navigazione nel titolo, o con le barre laterali, e anche senza elementi di navigazione.

Lunghezza e Quantità di testo

In generale meglio e-mail brevi, ma è il contenuto che detta la lunghezza giusta della e-mail o della newsletter.

Non è raro sentire che le email con meno testo abbiano prestazioni migliori, ma ancora una volta, tutto si riduce al contenuto.  Bisogna comunque prestare attenzione alla tipografia: caratteri stretti o piccoli, colori tenui e font condensati portano sicuramente ad un basso rendimento della campagna.

Corso di Marketing Digitale, prossime edizioni:

Milano 27 marzo 2014

Napoli 5 aprile 2014

 

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