L’altro ieri sera sono rimasta letteralmente ipnotizzata guardando l’intervista a Camilleri su #CartaBianca.

Mi ha colpito la profondità e, al contempo, la sua leggerezza nell’affrontare la vita, tipica dei grandi uomini, ancora prima che dei granie scrittori: i sogni, le paure, le speranze, lo stupore, la voglia di fare di un meraviglioso novantatreenne, la stessa età che avrebbe El Gringo se fosse ancora qui…

Il suo approccio alla scrittura da non vedente, il suo affermare che nulla è cambiato, ma solo rallentato. Mi ha regalato una grande emozione.

E poi ho fatto una correlazione con l’argomento di oggi: in fondo, una landing page deve farti lo stesso primo importante effetto: catturare la tua attenzione su un problema specifico.

Senza l’attenzione del tuo lettore, ogni azione di comunicazione, prima ancora che di marketing, è vana.

Ma procediamo con ordine…

Landing, Squeeze, Sales Page: qualche definizione

Landing Page

Letteralmente è una pagina di atterraggio, il cuore pulsante della nostra offerta irresistibile.

E’ un concetto generico che ha l’obiettivo di far compiere all’utente un’azione determinata, chiamata “conversione”, in questo caso specifico, tratto dalla casistica di HubSpot, l’iscrizione a un blog.

Se dai una sbirciatina, troverai non poche analogie con la pagina dedicata alla Newsletter di Digital Vizir.

Un ripasso sull’approccio da seguire?

L’approccio AIDA, anzi non muore mai, ma anche la formula PASTOR di cui avevo parlato nel post i 4 pilastri del copywriting e del tuo business online  perché il tuo fine ultimo non è perdere tempo su Facebook, ma montare una piattaforma in grado di generare vendite.

Ecco l’obiettivo ultimo di una landing page.

Squeeze Page

E’ una particolare landing page volta a “catturare” un indirizzo email, il primo step importante segno di fiducia che segna l’avvio di una relazione che nella migliore delle ipotesi sfocerà in una vendita.

Un elemento chiave all’interno della tua efficace strategia di business online che deve sfruttare il potenziale dell’email marketing: Get Response, MailChimp sono gli strumenti da utilizzare per mandare la tua newsletter.

Sales Page

E’ una pagina che ha l’obiettivo di vendere un prodotto, ma se ci fai caso, il primo approccio è quello di intercettare un problema ben individuato che ha l’utente, come in questo caso dello studio Abaco.

Per fare un esempio più vicino, qui troverai la sales page dei Pacchetti DV

Per entrare più nel dettaglio, andiamo avanti con i principali elementi che devi considerare per creare una landing page coi fiocchi e che ti faranno da guida passo a passo.

Pronto?

Checklist per una perfetta Landing Page

  • Obiettivo

    La tua landing ha un unico obiettivo ben definito?

  • Messaggio

    Il messaggio che trasmette è in linea con l’obiettivo?

  • Logo

    Include il logo del tuo brand o progetto?

  • A prova di utente distratto

    Non contiene menu oppure altri link che possano distrarre l’utente?

  • Invito all’azione

    L’invito all’azione in cui cui si specifica l’azione che l’utente deve compiere è presente e chiaro?

  • Colore pulsante

    I pulsante è in un colore in contrasto con lo sfondo?

  • Responsive

    La tua landing si visualizza e funziona correttamente su tutti i dispositivi (cellulare, tablet, ecc)?

  • Immagine

    Ha un’immagine efficace in grado di rafforzare il tuo messaggio?

Ricorda che è buona norma testare diverse opzioni in modo da verificare quali ottengono i migliori risultati.

Non fossilizzarti: se una determinata azione non porta ai risultati attesi, cambia, il web e tutto l’ecosistema digitale è un organismo vivente che cambia e si evolve. E il tuo business online, pure! E’ solo sperimentando che capirai come raggiungere e servire il tuo target ideale.

Aggiungeresti altri punti? Esprimi la tua opinione nei commenti!

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4 commenti
  1. María José
    María José dice:

    Cara Silvina,

    l’immagine con cui hai aperto questo tuo articolo vale più di mille parole! Mi suggerisce: decollare, partire, fare un viaggio verso l’ignoto ma con un patrimonio di esperienza. Quella, per fortuna, non si butta mai via!

    Quando ero adolescente, una volta qualcuno mi ha detto: “Chi non rischia, non sbaglia”. E me lo sono ricordata sempre. In particolare in questo periodo in cui anch’io sento l’esigenza di “cambiare”, di rinnovarmi, questo pensiero mi viene in mente spesso. Per rischiare bisogna avere il coraggio di fermarsi ogni tanto a fare il punto della situazione.

    Imparare a mettersi in discussione, anche quando si decide di cambiare rotta o destinazione, è sempre e comunque una strategia vincente. Se poi si sbaglia, si riparte, con più forza di prima. Focalizzarsi sull’obiettivo È LA STRATEGIA. A prescindere. Quindi, complimenti per la tua determinazione e per la pausa di qualche settimana che hai deciso di concederti.

    Mentre ti leggo, penso anche a Giuritrad e al “core business” di questa mia attività: le traduzioni asseverate. Penso al lavoro enorme di tutti questi mesi. Non ho mai sentito la necessità in tanti anni di fare marketing o web marketing, perché il lavoro è sempre arrivato da solo. Il 100% attraverso i miei siti. Ora, anch’io mossa dalla voglia di sperimentare, mi trovo imbarcata in un’avventura che non so bene dove mi porterà. Certo è che le energie devono essere finalizzate a un preciso obiettivo. A una certa età non si possono più sprecare! 😉 Ma tocca ancora imparare, bisogna ancora crescere; per essere imprenditori bisogna continuare a studiare.

    Leggo il tuo post su Digital Vizir e rifletto tra me e me: le strategie sono sempre tentativi. Vorrei scrivermi questo pensiero davanti alla mia scrivania per ricordarlo ogni giorno. Non fosilizzarsi (il che sarebbe facilissimo quando si hanno alle spalle un po’ di anni di esperienza) è la chiave.

    Tornando al tuo articolo: in realtà, ogni pagina di un sito o di un blog può essere una landing page. Nella mia modesta opinione, scrivere per i lettori già fidelizzati è una bella cosa; lo è anche cercare di fidelizzare altri nuovi, ma a mio parere l’obiettivo di fare formazione sul web marketing dovrebbe, forse, caminare di pari passo con l’obiettivo di vendere un servizio concreto. Bisogna dire ai lettori qual è questo servizio concreto. E questo, equilibratamente, non solo sui social o attraverso le newsletter ma anche organicamente, per quanto possibile.

    Mi spiego meglio: chi legge un blog con assiduità sa già normalmente di cosa si parla in quel blog. Magari non capisce tutto e scorre velocemente. Quando invece un utente che non ci conosce arriva al nostro blog cercando un determinato servizio, è importante che lo trovi subito. Se è frettoloso, come succede nella maggior parte dei casi, il potenziale cliente non bada solo al brand, anzi magari gli passa inavvertito. Può darsi che non abbia neanche tanta voglia di perdersi in “tecnicismi”, nella terminologia propria del settore.

    Il funnel funziona sempre, ma a patto che non teniamo i lettori troppo al caldo e troppo a lungo nelle prime fasi del percorso. Altrimenti il rischio è che la parte finale dell’imbuto diventi troppo stretta. Così la vedo io. Aprire un po’ la bocca dell’imbuto è necessario per produrre conversioni. Fidelizzare il potenziale cliente con una newsletter, nella mia modestissima opinione, non può essere l’unico obiettivo e neanche forse il principale (e dico “forse” perché ognuno stabilisce le proprie priorità e non c’è nulla di totalmente vero o totalmente sbagliato nel web marketing).
    Io però penso che chi veramente cerca un servizio concreto può anche aver voglia di arrivare al sodo e di trovare quello che cerca abbastanza velocemente. Può infatti capitare che chi cerca un determinato servizio sul web non abbia tanto tempo da “perdere”. E il nostro compito è proprio portarlo lì: se un potenziale cliente, magari occasionale, vuole trovare velocemente, DEVE trovare velocemente.
    Che poi si desideri continuare a scrivere contenuti, lo trovo giustissimo, ma se quei contenuti servono a “spingere” il servizio specifico, altrimenti si può attirare tanto traffico sul blog ma poche conversioni (=vendite).

    Posso sintetizzare il mio punto di vista così: far conoscere il proprio brand deve correre di pari passo con la vendita, che non può avvenire tra un anno o due, e cioè quando un utente avrà letto mille newsletter, ma possibilmente prima!

    Mi permetto anche di dirti una piccolissima cosa: quella tua frase da spuntare in calce all’articolo, subito accanto al bottone “commento all’articolo” è stupenda! Io la metterei in caratteri cubitali, più visibile. 😉 😀

    Non cambierei una virgola alla frase finale di questo tuo articolo: non fosilizzarsi, perché è solo sperimentando che si capisce come servire (e non solo raggiungere) il target ideale.

    Scusa se sono sempre un po’ prolissa e magari ripetitiva. Ma scrivere aiuta anche a me a vedere più chiaro in materia di copywriting e landing page.

    Allora, Silvina, buona pausa, buona riflessione e buon lavoro!
    A prestissimo!

    Rispondi
    • DigitalVizir
      DigitalVizir dice:

      Cara Maria José, intanto grazie mille per la visita, apprezzamento e per il tuo pensiero che meriterebbe un discorso molto più approfondito, visto che hai tirato in gioco più concetti. Il discorso è complesso perché la strategia da seguire varia a seconda anche di quello che vuoi ottenere ma anche a seconda del tipo di clientela/mercato a cui ti stai indirizzando: è normale che tutti quanti abbiamo come fine ultimo (e da raggiungere nel più breve tempo possibile, come tu giustamente dici) quello di vendere . Chi vuole una traduzione asseverata “per ieri”, magari cercherà di risolvere questo problema nel modo più rapido, non ha tempo di fare tante ricerche, ma chi vuole acquistare magari un servizio di formazione, consulenza, mentoring oppure di web design, come nel caso di Digital Vizir, non lo cercherà mai “al volo”. Ti lascio questo dato che magari potrebbe anche essere motivo di riflessione. Se prima i clienti arrivavano al 100% tramite i siti ed ora questo avviene meno, forse è dovuto al fatto che ci sono altri player che investono fior di quattrini per colonizzare le prime pagine e quindi non è facile competere e devi lavorare su altri fronti. Questo il mio modesto parere… Un abbraccio dalla Liguria

      Rispondi
  2. María José
    María José dice:

    Io preferisco di gran lunga il posizionamento organico, ma il mio settore è diverso dal tuo. Non è facile ma è possibile. Con la SEO. 😉
    Bacioni!

    Rispondi
    • DigitalVizir
      DigitalVizir dice:

      Niente per cui valga la pena è facile, mettiamola così 😉 E’ un potente strumento, insieme all’autorevolezza, se ci fai caso. E SEO e autorevolezza hanno tempi medio lunghi. Abrazo. Grazie per la visita, María José! ♥

      Rispondi

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