Differenziarti nel supermarket dei lavoratori

In due parole: Be Unique & Brand Yourself

red pencil

 

Palestra di marketing digitale e personal branding in Unige

L’altro giorno nella lezione di marketing digitale raccontavo come stanno le cose nel mondo “out there”, agli studenti che tra poco più di un anno si troveranno a fare il mestiere del traduttore interprete.

Non credo di essere la Cassandra di turno, perché non è il compito di chi insegna fare solo diagnosi, in tanti sono bravi, ma fornire la cura, gli strumenti per attrezzarli in un mercato che non può non essere globale. E non solo quello della traduzione, come lo spieghiamo nei nostri corsi e negli eventi a cui partecipiamo come Digital Vizir.

Per quello mi piace proporre l’esercizio di fare un analisi SWOT, un compito che ti troverai, volente o nolente a fare, a meno che tu non voglia dedicarti alla vita contemplativa in qualche sperduto villaggio dell’India…

Ti aiuta a staccarti e a concepire il tuo lavoro come se fosse un prodotto da piazzare sul mercato e  a vederti come l’amministratore delegato della Io Spa, l’unica azienda che merita per primo tutta la tua devozione in quanto non ti licenzierà mai.

E’ meglio dire come stanno le cose sin da subito perché mamma azienda, sopratutto in Italia, non c’è più; tutt’al più se c’è, assomiglia molto spesso alla matrigna cattiva di Cenerentola.

E’ risaputo che l’Italia è una repubblica democratica oligarchica fondata sul lavoro dei precari e degli stagisti, come spesso ne parlo su laimpertinente.

E poi il mondo del lavoro assomiglia all’algoritmo di Google, che cambia in continuazione ed è sempre più difficile stare al passo.

La rivoluzione digitale, quella sconosciuta di cui non si ne parla mai nelle sedi opportune, sta fagocitando il mondo:

“Software is Eating the World”

Marc Andressen

 

Sta mietendo sempre più vittime sopratutto tra i lavoratori ‘commodities’ che diventano merce di scambio deprezzabili come le macchine.

E anche i traduttori professionisti possono diventare una commodity, grazie agli innumerevoli strumenti di traduzione assistita su cui puoi contare.

Se vuoi differenziarti in questo supermarket globalizzato devi solo puntare ad essere unico, iniziare a costruire il tuo personal brand sin da subito, in questo lungo processo che ti accompagnerà nel corso della tua frastagliata vita lavorativa.

Qual è la tua brand identity? Il tuo asset materiale

  • I tuoi principi, la tua missione nel campo del lavoro e nella vita
  • E’ quello che il tuo pubblico percepisce di te: i tuoi profili sui social network cosa trasmettono, le immagini e le informazioni che condividi, oppure per dirla in modo più articolato, qual è il tuo brand design
  • Lo stile del tuo blog, le tagline e gli slogan che ti definiscono, insomma, il tuo personalissimo storytelling, il modo di raccontare quello che sei e quello che fai.

Qual è la tua brand Image? Il tuo asset immateriale

  • E’ la percezione che lasci nella mente del pubblico destinatario del tuo messaggio
  • Il tuo atteggiamento, il tuo modo di rapportarti con gli altri
  • E’ coerente con la tua brand identity? Impatta sulla tua digital reputation, l’effetto che generi sulle persone

Qual è la tua brand Purpose? La tua vision

  • Quali sono i tuoi obiettivi, cosa ti mette in moto
  • Ha a che fare con la tua visione personale del tuo lavoro e della tua vita. L’importante è tracciare il cammino, sapere che devi andare dal punto A al punto B
  • Include la filosofia del tuo brand, il tuo modo di vedere il mondo, i tuoi valori fondanti

Qual è la tua brand Equity? Il valore del tuo brand

  • Aumentare il valore del tuo personal brand è un obiettivo di importanza strategica
  • Acquisire una reputazione che ti consenta di aumentare la tua influenza e migliorare come vieni percepito dai tuoi lead, quelli che vorrai conquistare come clienti e sopratutto farli innamorare
  • E’ un asset molto potente su cui devi lavorare perche’ tu possa diventare il prescelto nel supermarket dei lavoratori