E’ il tempo dei lavora-attori

Riflessioni peregrine, ma non troppo, sul primo maggio e calendario corsi Digital Vizir

Lavoratori_Sordi

Mi domando se ha senso festeggiare il primo maggio, o meglio se ha senso chiamare questa ricorrenza “Festa del lavoro” o “Festa dei lavoratori”, in un momento storico come quello in cui stiamo vivendo, contrassegnato da un’elevata precarizzazione, McJobs e da alti tassi di disoccupazione a livello ormai planetario.

The end of Work Rifkin

Ci sono circa 200 milioni di disoccupati nel mondo, l’economia non è in grado di creare posti di lavoro per via della crescente automatizzazione e digitalizzazione, senza scomodare le ripercussioni dell’intelligenza artificiale sull’intera organizzazione del lavoro.

Un cambiamento davvero epocale, di fronte al quale le istituzioni non sono ancora pronte, sopratutto in Italia che sembra vivere in una bolla, ma che bisogna affrontare, se non si vuole fare la fine del dinosauri, essere rimpiazzati da un robot o sostituiti da uno che fa il nostro stesso mestiere a costi di fame, perché vive dall’altro capo del mondo e quindi se lo può permettere…

Come sopravvivere in uno scenario come quello attuale, caratterizzato da un eccesso di offerta e da una sterminata concorrenza globale?
Cambiando radicalmente prospettiva, ponendo al centro la persona e ripensando anche al linguaggio tout court.

Che senso ha parlare ancora di ricerca del lavoro?
Non sarebbe più appropriato parlare di farsi cercare dalle opportunità di business?
Mettere in atto un piano per entrare nel radar di quelle persone/aziende con cui vogliamo stabilire un contatto.

In altre parole, non sparare nel mucchio e pensare che basti puntare al ribasso, ma mettere in atto una strategia di marketing personale, sfruttando quel mix di ingredienti che ti rendono unico e in grado di distinguerti dai concorrenti.

L’inizio del cambiamento può essere smettere di essere un lavoratore, che presta o spera di prestare il proprio servizio presso una qualsiasi azienda, per diventare un lavora-attore, ovvero un professionista, qualunque sia il tuo settore, artefice del proprio destino, capace di crearsi il lavoro da sé e quindi la propria fonte di sostentamento.

Ti rispondo con una citazione del grande Seth Godin, che trovo davvero illuminante:

“Non cercare clienti per i tuoi prodotti, cerca prodotti per i tuoi clienti”

Ma come? Tu dirai. Mica facile!

Facendo vedere quello che sai fare

Sfruttando gli strumenti digitali, che sono mezzi e non fini per farti conoscere

Scoprendo il tuo brand, che non è altro che l’essenza della tua unicitàaffidabilità

Se vuoi approfondire il discorso, a maggio, ci aspetta un fitto calendario di eventi in giro per l’Italia.

Il 14 maggio, a Roma, un’edizione ritagliata su misura per AITI Lazio del Be Digital & Be Social 

 Il 21 maggio, a Milano, la prima edizione del workshop Travel & Digital dedicato alla comunicazione digitale in ambito turistico
Il 28 maggio, a Pesaro, in occasione della Giornata Porte Aperte di AITI Marche, terrò un seminario intitolato Come distinguersi per non estinguersiIl marketing al tempo della rivoluzione digitale.

Ti aspetto a Roma, Milano o Pesaro!

La scelta è sempre tua 😉