Export agrolimentare in crescita

L’agroalimentare italico strategico per la bilancia dei pagamenti

Digital_Location_DV

Crescono infatti le esportazioni italiane (+4,4%), con quelle del settore agroalimentare che fanno addirittura un bel +12,6%, cioè quasi tre volte la crescita media dell’export totale, con l’agroalimentare che contribuisce con forza al sostegno di un’economia in una fase veramente terribile per i consumi interni (-3,4%).

Si vende bene in Europa, ma aumentano le esportazioni di prodotti agricoli e alimentari verso mercati extra UE, che salgono a un ritmo del 5% annuo, confermando che c’è ancora un enorme margine di crescita, e che perciò bisogna rafforzare la capacità delle nostre aziende di internazionalizzarsi, creando strumenti moderni e adatti a conquistare e mantenere la presenza in questi nuovi interessanti mercati.

Tanto per dare un esempio, l’export ortofrutticolo vale quattro miliardi di euro l’anno, con una domanda mondiale che è passata da 70 a 170 miliardi di dollari, domanda sostenuta sopratutto dai paesi del BRIC, cui si aggiungono quelli dove si sta consolidando una nuova classe media desiderosa di consumi all’altezza di una sua nuova posizione economica.

Un successo dei prodotti italici che andrebbe supportato da un’azione governativa, sulla quale però è meglio porre poche speranze, visto che l’agroalimentare –  come il turismo –  è  terreno di caccia presidiato dal politicume regionale, che parla molto, fa molto poco e quel poco che fa, lo fa in ordine sparso, con spreco di denaro pubblico e senza molti risultati.

Le aziende e le loro associazioni devono perciò fare da sole, approfittando del fatto che oggi le tecnologie digitali possono fare molto per raggiungere i consumatori ai quattro angoli del pianeta desiderosi di poter godere dei gioielli dell’agroalimentare italico.

Occorre però che si esca da un certo provincialismo linguistico e digitale, e che le nostre aziende dell’agroalimentare comincino a presentare sul web e sui social media i loro prodotti senza quelle cadute di stile, a volte veramente pensose, che sono traduzioni abborracciate, contenuti ridicoli in certe lingue e magari immagini non adatte a certe culture, che vanno prima di tutte studiate, comprese e poi sollecitate ad avvicinarsi alla nostra tradizione alimentare che ha tutto il diritto di considerarsi fra le eccellenze mondiali.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.