Facebook per prevenire i suicidi

Messaggi sui social network ed SMS per determinare se c’è rischio di suicidio

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Facebook, Patterns and Predictions, and the Veterans Education and Research Association of Northern New England cercano di scoprirlo collaborando insieme al progetto Durkheim.

Si tratta di un progetto che studierà una popolazione anonima di veterani americani che scelgono di condividere i mezzi di comunicazione sociale e i dati di telefonia mobile, con la possibilità per i partecipanti di cancellarsi in qualsiasi momento da uno o da tutti i social network da monitorare.

I dati di social network, tra cui Facebook, Twitter e LinkedIn, così come gli SMS, saranno memorizzati sul database online dell’università Dartmouth per la Scuola Geisel di Medicina, e  saranno protetti secondo gli standard per la privacy stabiliti dal Dipartimento della Salute USA.

Il principale analista del progetto, Chris Poulin, dice che garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati è essenziale per costruire e mantenere la fiducia dei partecipanti allo studio, e per questa ragione è stato creato un data storage sicuro per garantire la privacy dei partecipanti, sia durante la fase di studio sia per eventuali futuri interventi che possano nascere dalla ricerca.

L’obiettivo è fornire ai medici valutazioni in tempo reale dei fattori di rischio psicologici che portano al suicidio e ad altri comportamenti distruttivi.

I partecipanti devono scaricare e installare applicazioni per Facebook, per iPhone e Android, che caricano automaticamente i contenuti rilevanti in una banca dati medica integrata, dove saranno aggiornati e analizzati da sistemi d’intelligenza artificiale.

Con l’analisi predittiva sarà eseguito il monitoraggio in tempo reale di contenuti e di modelli di comportamento statisticamente correlati con tendenze dannose come il suicidio.

Facebook, Patterns and Predictions e V.E.R.A.N.N.E., fanno notare che i risultati del progetto Durkheim non hanno scopo interventistico, il che significa che i ricercatori non sono autorizzati a intervenire in situazioni critiche che coinvolgano i volontari partecipanti allo studio.

Lo studio, infatti, ha lo scopo di costruire una ricca base di conoscenza che alla fine potrebbe consentire interventi tempestivi da parte di professionisti della salute mentale.

È da evidenziare che Facebook è stata scelta per la sua enorme capacità di connettere la comunità dei veterani e per la sua enorme possibilità di raggiungere il pubblico più vasto.

Il Vice Presidente della US Public Policy di Facebook, Joel Kaplan, aggiunge: abbiamo un’opportunità unica per fornire le risorse giuste per i nostri utenti in difficoltà, quando e dove ne hanno bisogno. Siamo orgogliosi di essere partner con il Department of Veterans Affairs sul Progetto Durkheim, in modo che possiamo apportare una migliore comprensione di questo importante problema. Attraverso uno sforzo concertato e coordinato da parte del settore privato, del governo, delle famiglie degli amici, crediamo di poter fare la differenza nella prevenzione del suicidio e salvare preziose vite umane.

Ben vengano questi usi sociali della tecnologia, ricordando però, che alla base dei comportamenti auto-distruttivi, c’è la mancanza di affetto verso queste persone, che spesso sono solamente e tristemente sole, che si sentono inutili o  un peso per gli altri. Basterebbe perciò un po’ di sana empatia  per un mondo, magari non ideale, ma solo un po’ migliore.

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