I marchi più amati al mondo

Emozioni che fanno vendere

I 10 marchi più amati al mondo

In rosso scuro il legame emozionale primario e in rosso chiaro quello secondario

Disney, Yahoo, Google, Sony e Nestlé sono i brand più amati al mondo, secondo uno studio di APCO Worldwide. A completare la top ten: Auchan, Netflix, i ristoranti Whole Foods, Apple e Lowe’s che vende casalinghi.

Lo studio decennale ha riguardato 70 mila consumatori, in 15 dei maggiori mercati internazionali, su circa 600 dei più grandi marchi mondiali, per arrivare a stilare la classifica dei 100 più amati.

Classifica che ha considerato otto parametri emozionali generati dai marchi:

  • comprensione
  • accessibilità
  • rilevanza
  • ammirazione
  • curiosità
  • identificazione
  • responsabilizzazione
  • orgoglio

Un'analisi basata sulle emozioni perché le marche e le loro persone del marketing devono sapere quali sensazioni impattano sulle vendite

I marchi più performanti sono quelli che stabiliscono una forte relazione emozionale con i consumatori, possibilmente facendo bene su tutti i tipi di emozione.

Il settore tech (dispositivi e servizi Web) eccelle in tutte le emozioni, soprattutto sulla rilevanza. Il successo in questo campo è nel far capire alle persone che il brand si adatta bene alle loro esigenze, parla con loro e svolge un ruolo significativo nella loro vita. Rispetto ad altre dimensioni, il settore tech va meno bene in Curiosità, vale a dire che il settore potrebbe lavorare per migliorare l’interesse dei consumatori.

Le vendite al dettaglio vanno bene in accessibilità, perché la gente sente che il settore nel suo complesso è accessibile. Meno bene sull’orgoglio, un’emozione che cresce quando le persone vogliono essere associate alla marca.

La ristorazione è in gran parte vista come accessibile, ma ottiene risultati meno buoni sulla responsabilizzazione, cioè nel far sentire il consumatore fiducioso e sicuro di sé.

Prodotti alimentari e bevande sono bravi nell’instillare un senso di orgoglio, vanno meno bene sulla curiosità e la responsabilizzazione.

E per finire, alcune curiosità emerse dallo studio:

  • Pepsi (17ma) insegue Coca-Cola (14ma)
  • Sei dei 22 marchi leader sono nati dopo Internet
  • Whole Foods (8) è 60 posti davanti a McDonald’s
  • eBay (76ma) e Facebook ( 81ma) non sono fra i grandi, questo per la loro scarsa accessibilità
  • Nei primi 100 non c’è nessun marchio italiano.

 

RM
@cannedcat

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *