Intervista a Silvia Zanella

Questa settimana Digital Vizir intervista Silvia Zanella, Global Social Media & Online Marketing Director per Adecco, società leader mondiale nelle gestione delle risorse umane.

Silvia Zanella

Silvia Zanella

1. Cosa ti affascina e cosa ti fa paura del digitale?

Mi piace moltissimo che l’accesso alle informazioni sia diventato potenzialmente più democratico, così come la produzione di contenuti. Al tempo stesso, cerco di stare attenta a non cadere nell’approccio ideologico di cui a volte l’idea d’innovazione è permeata.

2. L’Italia è molto in ritardo e addirittura la spesa digitale si è ridotta, cosa bisognerebbe fare  per far capire che ci stiamo suicidando tenuto conto che l’automazione è l’unico modo di superare la bassa produttività che è uno dei problemi strutturali italici? In altre parole, cosa si deve fare per dare una smossa?

A mio parere è un tema innanzitutto culturale: quanto più entreranno in gioco attori istituzionali, aziendali e individuali che hanno già fatto proprie determinate logiche, quanto più facilmente queste entreranno nell’agenda mediatica, politica e manageriale, con tutte le conseguenze del caso.

3. Cosa ne pensi della discussione sorta in USA e in UK sul fatto che l’interconnessione dei sistemi, la digitalizzazione di tutto, la robotica e sopratutto l’AI mettono in pericolo il lavoro dei colletti bianchi?

Investire in conoscenza e contenuti professionali specializzati rappresenta già oggi la via maestra per costruirsi un percorso di occupabilità a medio e lungo termine. Vale per tutti, non solo per le mansioni meno qualificate.

4. Quali sono le maggiori forme di resistenza verso il digitale? Culturali, economiche, di management?

Di nuovo, credo che si tratti innanzitutto di conoscere gli strumenti per poterli governare, e a quel punto saltano tutti gli steccati culturali, vengono meno le  riluttanze economiche,  emergono le incompetenze manageriali.

5. Diceva JKF non chiederti cosa il tuo paese possa fare per te ma cosa tu possa fare per il tuo paese: tu che fai per rendere più digitale la tua organizzazione?

Ho l’enorme privilegio di occuparmi di web con una prospettiva globale in una delle più grandi aziende al mondo, presente in 60 Paesi con oltre 31.000 dipendenti. Il mio lavoro quotidiano è far entrare il digitale nelle dinamiche quotidiane di business, sganciandolo da un approccio puramente marketing. Occupandoci di risorse umane, c’è davvero la possibilità d’incidere positivamente e in modo concreto nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

6. American Express è considerata l’azienda più brava a gestire il CRM via Twitter, secondo te perché le altre aziende non riescono a dare lo stesso tipo servizio?

L’abbiamo appena detto: finché il social media management viene considerato una prerogativa del marketing e non si innesta nelle logiche più generali di gestione dell’azienda sarà molto difficile compiere dei passi in avanti. La trasformazione deve coinvolgere l’intera organizzazione, per questo un impegno forte e visibile da parte della dirigenza è un requisito essenziale per il successo.

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