Lo spot addosso

La pubblicità dovunque di Google

In un romanzo di fantascienza di qualche anno fa c’erano dei personaggi che andavano in giro con una specie di schermo sul petto dove scorreva la pubblicità.

Non sappiamo se nei piani di Google c’è anche quello di trasformare ognuno di voi in un ‘uomo sandwich’, una specie di digital signage a due gambe, ma quello che è certo è che Google ha spedito una lettera alla SEC dove ridefinisce qual  è,  secondo loro, un dispositivo mobile sul quale far viaggiare messaggi pubblicitari.

E si va dagli orologi agli schermi a bordo delle auto, ma anche dai frigoriferi al soffitto di una stanza, insomma, Google vuole occupare ogni spazio utile per bombardarci di pubblicità.

Funzionerà? Piacerà? 

Un’invasione massiccia di spot pure sullo specchio del barbiere o sul soffitto dello studio del dentista avrà un effetto positivo sulle vendite o almeno sulla brand awareness delle aziende?

¡Quién sabe! 🙂 Al momento la pubblicità sui dispositivi mobili (smartphone e tablet) non ha tutto questo grande successo, perché gli schermi sono troppo piccoli, la gente non ha tempo di guardarli (quando si muove), perché lo spot impiega troppo tempo a scaricarsi e perché, sopratutto,  distrae da quello che si stava facendo.

Tutto da vedere. Appunto! 

Invece, se vuoi capire come funziona il web advertising e una content strategy efficace basata sull’apportare valore alle persone e lo storytelling, non perderti l’ultima edizione del nostro corso ‘Digital or Nothing’, il 29 maggio, a Milano, a tariffa scontata.

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