Come per capire se lo spot annoia

Occhi digitali ci osservano per perfezionare l’arte della pubblicità

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Ben On, la filiale di AOL che si occupa di contenuti, ha stretto una partnership con Realeyes, un produttore di software per il riconoscimento dei volti e delle loro emozioni.

In pratica il sistema funziona tramite volontari pagati per guardare la pubblicità e fornire un loro un feedback. A differenza di un focus group tradizionale, i volontari di Realeyes possono partecipare da casa usando un computer portatile e una webcam.

Realeyes registra le reazioni agli annunci pubblicitari e invia i dati alla società per l’elaborazione.

Il software riconosce espressioni come felicità, paura, rabbia, disgusto, tristezza e sorpresa.

I clienti Realeys possono analizzare popolazioni fino a sette milioni di persone (anche se la maggior parte sceglierà gruppi più piccoli) e ricevere l’elaborazione dei loro dati in meno di due giorni, il tutto a una frazione del costo di altre forme di analisi. Completata l’indagine, i dati formano una timeline emotiva per la durata dello spot pubblicitario, dati che possono essere esaminati in estremo dettaglio, secondo i desideri dell’ inserzionista, che può finalmente capire perché gli ultimi cinque secondi di uno spot noioso scatenano però sorpresa e allegria.

Un software intelligente, più l’analisi dei big data, che fornisce un servizio efficiente, veloce, potente, ed economico. Ed è facile comprendere quanto sia utile questa tecnologia per le ricerche di mercato e la pubblicità.

A giudicare dai video, la tecnologia funziona meglio su espressioni esagerate. Ma, tenuto conto che le nostre espressioni facciali sono complesse e numerose, e che pochi annunci suscitano reazioni evidenti, sorge qualche dubbio sull’affidabilità della tecnologia.

Molte espressioni hanno bisogno di contesto e sottili spunti per distinguere l’una dall’altra, come un mezzo sorriso, che può essere di puro divertimento o solo un ghigno sprezzante.

Un approccio diverso è quello del software CARA di IMRSV, che raccoglie solo dati demografici generali (fascia di età e sesso) e che tipo di attenzione le persone stanno dando l’annuncio (occhiate, piena attenzione, ecc.). CARA cerca di misurare l’effetto sul pubblico reale di uno spot, di un cartellone o di una vetrina di un negozio. Un software che trasforma ogni telecamera in un sensore intelligente e che si può scaricare per prova dal sito di IMRSV.

In entrambi i casi, le imprese di pubblicità dispongono di una nuova fonte di dati, che sicuramente utilizzeranno, generando ulteriore domanda di applicazioni per la rilevazione delle emozioni del pubblico davanti a uno spot o a una pagina pubblicitaria.

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