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In questo periodo dell’anno, in diversi gruppi di imprenditoria e business online, una domanda che ricorre spesso è quella della parola dell’anno.

Anche se può sembrarti solo un giochetto divertente, è qualcosa di serio, oppure un gioco serio, passami l’ossimoro, poiché ti consente di fare focus, cosa che non è da poco.

Eh sì, l’anno nuovo è arrivato, ma molto spesso i nuovi propositi che ci si prefigge finiscono scaricati nel dimenticatoio già prima della fine di gennaio.

“Mi iscrivo in palestra”

“Voglio avere un sito web”

“(Ri)prenderò a scrivere sul blog”

Ecc. ecc. ecc…

Spesso, le persone attendono l’anno nuovo per fare un nuovo inizio alle vecchie abitudini. E procrastinare non è solo una brutta bestia, ma addirittura può diventare una vera e propria malattia, per paura del giudizio altrui o del fallimento. Ne so qualcosa…

Perché una Parola Chiave e non una semplice Parola dell’Anno?

Ho scelto una parola chiave, e non una semplice parola, perché si porta dietro altre parole concatenate, un po’ come  nelle parole chiave long tail della SEO.

Lo sapevi che la metà delle ricerche su Google  sono costituite da domande dove ci sono 4 o più parole

Ti costringe a riflettere sul modo più efficace di raggiungere un obiettivo, che è quello di dissezionarlo e temporizzarlo lungo la strada e non una volta l’anno e, last but not least, ad ancorarlo sul modello di business che per alcuni è un tabù, mentre per altre persone un elemento del tutto accessorio da non considerare nell’ambito di un’attività imprenditoriale, non sto parlando di business online tout court.

In quest’ultimo caso, il rischio è quello di adottare la strategia dello struzzo, che non è tra le migliori…

Consolidamento: la mia Parola Chiave

La mia parola  chiave è consolidamento, quella dell’anno scorso è stata cambiamento, che ho rispettato proprio alla grande, visto che per me il 2017 è stato un anno di passaggio e cambiamenti societari e vari, più o meno dolorosi, però é risaputo che se vuoi che arrivi il tempo del raccolto dovrai prenderti cura del tuo albero e tagliare i rami secchi, quelli che non danno più frutti e lasciar andare tutto quanto (persone comprese)  per circondarti di persone che credono e sostengono il tuo progetto.

Consolidamento non vuol dire sentirsi arrivati, ma vuol dire prendere atto di quanto detto sopra, spingere quello che funziona, ottimizzando in questo modo risorse e tempo, tenendo sempre aggiornato il tuo analisi SWOT.

Perché i Modelli di Business?

Innazitutto, partiamo dalle definizione: un modello di business descrive le logiche secondo le quali un’organizzazione crea, distribuisce e raccogliere il valore, per citare Wikipedia.

In altre parole, come l’imprenditore può ottenere un vantaggio competitivo, quell’insieme di elementi della tua offerta che ti mette nella condizione per cui i clienti comperano da te e non dalla tua concorrenza.

Ragionare sui modelli di business ti consente di focalizzarti su quello che riuscirai a monetizzare facilmente, ovvero su quei prodotti che hanno una maggiore propensione ad essere acquistati dalla tua audience, dal tuo target ideale e sopratutto arrivare al fondo del funnel di vendita.

Ho sempre avuto il pallino della necessità, al giorno d’oggi e soprattutto in un contesto come quello italiano, non solo di avviare un’attività sostenibile, bensì scalabile, a maggior ragione se sei un solopreneur o un piccolo imprenditore, cosa che il digitale rende praticabile.

Quali Modelli di Business?

Ecco alcuni modelli di business che potrebbero fare al caso tuo, se vuoi che il tuo biz online possa avere maggiori probabilità di successo.

Uno non esclude l’altro, nel senso che sta a te esperimentare per trovare il giusto mix.

#1. Freemium

Fermo restando che il modello free non esiste, nel senso che “Non esiste un pasto gratis”, il modello freemium è molto diffuso nel business online perché ti consente di offrire il tuo prodotto/servizio di base gratuito e farti pagare servizi opzionali più importanti.

Un modo efficace per farti conoscere e far entrare nella tua lista persone potenzialmente interessate ad acquistare il prodotto “premium”.

Un esempio calzante può essere WordPress, il CMS più gettonato del web, dove chiunque può registrarsi e creare un blog senza pagare, ma se vuoi uno spazio personalizzabile e professionale, devi pagare un dominio.

Si tratta di un metodo molto diffuso, ad esempio da chi fornisce spazio di archiviazione in rete, come DropBox o Google Drive, dove un certo spazio viene dato gratuitamente, mentre lo spazio aggiuntivo o servizi più professionali  richiedono il pagamento.

#2. Membership

In questo caso l’utente paga un costo fisso al mese per usufruire di un servizio in abbonamento.

E’ un modello interessante perché ti consente di introdurre elementi di scalabilità nel tuo business.

I settori in cui il modello di membership funzionano meglio sono principalmente i seguenti:

servizi di formazione

servizi di coaching online

vendita di infoprodotti

Ti consente di fidelizzare e scalare, l’aspetto interessante

Devi creare materiale in modo tale che rimanga aggiornato ed aggiornabile con facilità, l’aspetto più complesso

#3. Broker

E’ il tipico caso dei marketplace, piattaforme che mettono in contatto compratori e venditori e che fanno pagare una commissione per ogni transazione che va in porto.

Etsy è il marketplace per eccellenza degli imprenditori creativi, i cosidetti crafter.

Nel settore dei viaggi, Expedia, dove più operatori, come alberghi, linee aeree, autonoleggi, ristoranti, integrano la loro offerta in modo che il consumatore abbia un solo punto di contatto, o un solo touch point come si dice nel marketing.

Questa categoria include market maker di mercati elettronici e sistemi d’asta (ad esempio, Ebay), ma anche le piattaforme che offrono servizi di pagamento digitale (come Paypal).

#4. Affiliazioni

In questo modello non hai bisogno di un prodotto o servizio proprio ma puoi decidere di “affiliare” il tuo sito a quello d i un venditore online per vendere un prodotto/servizio in qualche modo correlato al tuo business.

Tra i venditori online che hanno sviluppato una rete globale di affiliati puoi trovare Amazon, la creatura di Jeff Bezos, attualmente l’uomo più ricco del mondo.

Offrire un prodotto in affiliazione ti consente di diversificare le fonti di ricavo, cosa non male di questi tempi, oltre ad affinare le tue tecniche di vendita.

Raccontami nei Commenti quale sarà la tua Parola Chiave per il 2018 e se prevedi di introdurre un cambiamento nel tuo Modello di Business

4 commenti
  1. Monica
    Monica dice:

    “Consolidamento” è un’ottima parola, impegnativa perché migliorare qualcosa di già avviato spesso è più faticoso rispetto al lancio di una novità, ma riuscirci dà senz’altro gran soddisfazione e risultati duraturi, ti auguro entrambi!
    La mia parola ha qualcosa in comune, è “valore”. Anch’io ho dedicato un post: http://www.giustidea.com/parola-dell-anno-2018/
    Buon anno, di parole ma soprattutto di fatti!

    Rispondi
    • DigitalVizir
      DigitalVizir dice:

      Ciao Monica, grazie per la visita e il tuo commento. Sono andata a leggere il tuo post. In effetti, ha molto in comune: la tua parola è bellissima, molto potente, perché richiama proposta di valore, un concetto fondamentale nel marketing e nel biz. Anzi, trovo il tuo post, un vero e proprio Manifesto, sopratutto nel paragrafo “Cosa intendo per valore”. Complimenti! Esatto, buon anno sopratutto di fatti, fatti concreti, vero?

      Rispondi
  2. Paola
    Paola dice:

    Arrivo con un mese e più di ritardo, tempo che mi è stato necessario per capire che la mia parola sarà STUDIO. Dal blog – passatempo, vorrei passare a qualcosa di più impegnato e significativo, fino a, chissà, realizzare anche qualche soldino. Vedremo. Ma intanto mi devo applicare, devo STUDIARE.

    Rispondi

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