Sette chiavi per controllare Internet

La strana cerimonia di assegnazione delle chiavi che controllano la rete

chiaveC’è una cosa che certamente non molti sanno e neppure immaginano: tutta Internet è controllata da sette chiavi.

Sette chiavi vere, in possesso di sole quattordici persone (sette membri effettivi e sette di backup) che ricevono le chiavi durante un evento ad altissima sicurezza proprio per la delicatezza delle suddette chiavi per l’esistenza e il funzionamento stesso della Internet.

Le persone che gestiscono la cerimonia della consegna delle chiavi sono i membri della Internet Corporation for Assigned Names e Numbers (ICANN), l’organismo responsabile per l’assegnazione degli indirizzi Internet numerici ai siti web, cioè il meccanismo per cui si può tradurre un indirizzo alfanumerico che immettiamo nel browser in indirizzo fisico numerico del server che contiene i dati effettivi.

Se per esempio nel browser si digita 77.91.251.10, si arriva alla home page del giornale The Guardian. Ma www.theguardian.com è più facile da ricordare che una sfilza di numeri punteggiati, e quindi, in effetti, la ICANN non fa altro che gestire un data base, dove a ogni nome di sito web corrisponde una stringa di numeri.

Ed è chiaro che se qualcuno dovesse ottenere il controllo di questo archivio, quella persona potrebbe controllare Internet. Ad esempio, potrebbe dirottare la gente su siti bancari fasulli invece che su quelli reali delle banche. Oppure dirottare le persone su un falso sito governativo e spargere disinformazione, o carpire le loro carte di credito e altri dati interessanti per criminali e terroristi.

Che poi, tra parentesi, è il modo in cui agiscono alcuni virus che infettano i PC, come il DNS Changer.

Per questa ragione, ICANN ha stabilito che il controllo su questo importante pezzo della rete non può essere affidato a una sola persona e sono state perciò selezionate sette persone che detengono delle chiavi fisiche. Sette persone nel mondo più altre sette di backup.

Le chiavi fisiche servono ad aprire delle cassette di sicurezza, distribuite in giro per il mondo, al cui interno sono conservate delle smartcard. Messe insieme le sette smartcard, si ottiene una chiave master che poi non è altro che una password per accedere al database di ICANN.

Dal 2010, quattro volte l’anno, i sette detentori delle chiavi s’incontrano per la cerimonia delle chiavi, in cui generano una nuova chiave master, cioè una nuova password.

Scopo della master key è la ricostruzione del data base. In quel caso, cinque dei sette detentori di chiave dovranno recarsi in una base militare degli Stati Uniti per effettuare il ripristino del data base.

I sette membri provengono dalla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti, Burkina Faso, Trinidad and Tobago, Canada, Cina e dalla Repubblica Ceca.

Le precauzioni per esseri ammessi alla cerimonia sono elevate e comportano il passaggio controllato attraverso una serie di porte chiuse che si aprono utilizzando codici e scanner manuali, per arrivare poi in una stanza sicura dove nessuna comunicazione elettronica può sfuggire e quindi essere captata.

Il gruppo svolge il rituale, poi uno per volta lasciano la stanza e poi tutti al ristorante.

Per chi fosse curioso, il resoconto dettagliato di James Ball del Guardian, ammesso quest’anno alla cerimonia delle chiavi della ICANN che si svolta a El Segundo nei pressi di Los Angeles, lo trovate qui.

 

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