Stampa in 3D al supermercato

Tesco pensa di offrire la stampa 3D al punto vendita

Stampa 3D di un ritratto

Il gigante britannico della grande distribuzione, pensa che uno dei prossimi servizi che potranno esserti offerti ai consumatori nei suoi supermercati sia la stampa 3D (on demand).

Secondo i dirigenti della catena, la stampa 3D, anche se è in giro da anni, non ha ancora la forza per diventare un prodotto di massa, per cui la gente potrebbe “stampare”  a casa o in ufficio le parti che gli servono, e questo lascerebbe spazio ad un servizio on demand che potrebbe essere svolto proprio nel punto vendita.

In questo modo, non solo il supermercato non perderebbe la vendita al cliente (che si autoproduce un oggetto), ma lo fidelizzerebbe con un servizio innovativo.

D’altra parte mica ci facciamo le chiavi in casa.

Quando abbiamo bisogno, se non c’è un negozietto a portata di mano, aspettiamo di recarci al supermercato dove c’è sempre chi fa le chiavi, risuola le scarpe e ci lava i cappotti.

Possiamo chiamarla una forma di artigianato digitale, che aiuta la grande distribuzione a mantenere il flusso dei consumatori nei suoi negozi evitando la fuga verso l’e-commerce.

Altre analisi dicono però che l’esplosione di questo mercato avverrà nel 2014, quando molti brevetti scadranno, e quindi ci sarà la gara a fornirci stampanti 3D, che potrebbero diventare comuni nella case, negli uffici e nelle officine come oggi lo sono le stampanti laser e ink-jet.

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